Introduzione: il diritto d’uso, non la proprietà
La concessione cimiteriale è l’istituto giuridico attraverso il quale il Comune concede a un privato il diritto d’uso di uno spazio all’interno del cimitero per un tempo determinato. Non si tratta di una vendita: la proprietà resta al Comune in quanto bene demaniale.
Questo articolo è pensato per gli operatori PA che istruiscono le pratiche di rilascio, rinnovo, subentro e decadenza, e che devono gestire un volume crescente di scadenze, soprattutto nei Comuni dove le concessioni trentennali degli anni ’90 stanno arrivando a termine.
Per il quadro normativo generale, rimandiamo alla guida sul regolamento di polizia mortuaria.
Sommario dei punti chiave
- La concessione cimiteriale è un diritto d’uso a tempo determinato, non un trasferimento di proprietà.
- Le durate tipiche sono 30, 50 o 99 anni; le concessioni perpetue sono state abolite dal 1976.
- Il subentro è possibile solo tra eredi legittimi del fondatore del sepolcro: la compravendita tra privati è nulla per legge.
- Il Comune ha l’obbligo di inviare preavvisi di scadenza e gestire le retrocessioni in modo tracciabile.
- Le tariffe variano per tipologia (loculo, ossario, area a terra), posizione e durata.
Tipologie di concessione e durate
| Tipologia | Descrizione | Durate comuni |
| Loculo | Posto in colombario per una o due salme in cassa. | 30, 50 o 99 anni |
| Celletta ossario | Spazio ridotto per cassettina con resti ossei. | 30 o 99 anni |
| Area a terra per edicola funeraria | Superficie per costruzione di tomba di famiglia. | 50 o 99 anni |
| Nicchia cineraria | Spazio per urna contenente le ceneri. | 30 o 99 anni |
| Giardino delle rimembranze | Area per dispersione o interramento urne. | Variabile, spesso senza concessione individuale |
Concessioni perpetue: le concessioni rilasciate prima del DPR 803/1975 come “perpetue” restano valide, ma il Comune può dichiararne la decadenza per stato di abbandono. Si tratta di una casistica frequente e delicata, che richiede procedure molto precise per evitare contenzioso.
Rilascio di una nuova concessione
Requisiti per il richiedente
- Residenza nel Comune o decesso avvenuto nel territorio comunale (salvo deroghe previste dal regolamento).
- Necessità attuale di sepoltura: molti regolamenti vietano la concessione “in previdenza” (per persone viventi), con eccezioni per over 65 o ricongiungimenti familiari.
Iter della pratica
- Presentazione della domanda (allo sportello o sul portale con SPID/CIE).
- Scelta del manufatto tra quelli disponibili (l’operatore verifica sulla planimetria aggiornata).
- Determinazione della tariffa in base a tipologia, posizione e durata.
- Pagamento tramite PagoPA (tariffa + imposta di bollo se dovuta).
- Stipula del contratto, firma e registrazione a repertorio.
Per i decessi contingenti, l’evasione deve essere immediata (1-2 giorni lavorativi) per consentire la tumulazione.
Rinnovo: gestire il picco di scadenze
Il rinnovo non è automatico: il concessionario o i suoi eredi devono presentare domanda e versare la nuova tariffa entro i termini previsti dal regolamento. Il Comune è tenuto a inviare un preavviso di scadenza — una buona prassi è l’invio almeno 6 mesi prima, tramite raccomandata A/R, PEC o notifica su App IO.
Cosa succede se nessuno rinnova
Decorso il termine senza rinnovo, il Comune dichiara la decadenza della concessione, pubblica l’avviso sull’Albo Pretorio e procede con l’estumulazione d’ufficio (vedi guida dedicata). I resti vengono collocati nell’ossario comune. Il loculo torna nella disponibilità dell’ente.
Subentro: chi può succedere nel diritto
Il diritto di sepolcro si trasmette per via ereditaria. Possono subentrare gli eredi legittimi del fondatore del sepolcro (tipicamente: coniuge, figli, discendenti). L’operatore PA deve verificare il grado di parentela attraverso gli archivi di stato civile o tramite autocertificazione.
Attenzione: la compravendita di concessioni cimiteriali tra privati è nulla per legge e può configurare ipotesi di reato. La concessione può solo essere retrocessa al Comune, mai ceduta a terzi.
Decadenza e retrocessione
Cause di decadenza
- Scadenza del termine senza rinnovo.
- Stato di grave abbandono del manufatto, persistente dopo diffida formale.
- Uso improprio del manufatto (es. deposito di materiali, modifiche non autorizzate).
- Violazione delle clausole contrattuali.
Retrocessione volontaria
Il concessionario può restituire anticipatamente il loculo al Comune. La procedura richiede: domanda di retrocessione firmata dal titolare o dagli eredi aventi diritto; eventuale estumulazione e ricollocazione dei resti; restituzione formale del manufatto con verbale.
Costi e tariffe
Le concessioni sono sempre a titolo oneroso. Le tariffe sono approvate dalla Giunta Comunale e variano in base a tipologia del bene, posizione (i loculi nelle file centrali hanno tariffe superiori) e durata. In fase di rinnovo, si applica la tariffa vigente al momento della richiesta, non quella originaria.
Flowchart decisionale per l’operatore
Per ogni pratica, l’operatore può seguire questo schema:
- La concessione è scaduta? Sì: verificare se è stato inviato preavviso. Se sì e nessun rinnovo: avviare decadenza.
- C’è una richiesta di rinnovo? Verificare legittimazione dell’erede, calcolare tariffa, stipulare nuovo contratto.
- C’è una richiesta di subentro? Verificare parentela con fondatore del sepolcro (stato civile). Se confermata: aggiornare intestazione.
- C’è una richiesta di retrocessione? Acquisire domanda, programmare eventuale estumulazione, redigere verbale di restituzione.
- Si segnala abbandono? Documentare fotograficamente, inviare diffida formale, attendere i termini, avviare decadenza se necessario.
Errori comuni e buone pratiche
- Mancato invio del preavviso di scadenza: procedere a estumulazioni senza aver avvisato le famiglie genera contenzioso e danni d’immagine. Soluzione: sistema di alert gestionale che segnala le scadenze almeno 6 mesi prima.
- Subentro senza verifica del titolo: accettare subentri da soggetti non legittimati crea problemi giuridici a cascata. Soluzione: verifica sistematica tramite stato civile.
- Tariffe non aggiornate: applicare tariffe vecchie significa mancato introito per l’ente. Soluzione: revisione annuale delle tariffe in sede di bilancio.
FAQ
Il loculo è di proprietà del cittadino?
No. La concessione attribuisce un diritto d’uso temporaneo. La proprietà del manufatto e del suolo resta al Comune.
Si può vendere una concessione a un’altra famiglia?
No, in nessun caso. La compravendita tra privati è nulla per legge. La concessione può solo essere retrocessa al Comune.
Cosa succede alle concessioni perpetue?
Restano valide, ma il Comune può dichiararne la decadenza per stato di abbandono accertato, previa diffida formale e pubblicazione all’Albo Pretorio.
Chi può chiedere il rinnovo?
Il concessionario originario o i suoi eredi legittimi. L’operatore PA verifica la legittimazione tramite gli archivi di stato civile.
I costi di rinnovo sono uguali a quelli della concessione originaria?
No. Si applica la tariffa vigente al momento del rinnovo, non quella storica.
Il Comune deve avvisare prima della scadenza?
È buona prassi e molti regolamenti lo prevedono espressamente. L’assenza di preavviso può esporre l’ente a contestazioni.
Riferimenti normativi
- Art. 824 Codice Civile — Demanialità dei cimiteri
- DPR 285/1990, Artt. 90-96 — Concessioni cimiteriali
- DPR 803/1975 — Abolizione delle concessioni perpetue
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