Introduzione: comunicare meglio con i cittadini è una questione di metodo
La comunicazione pubblica ha un problema strutturale che tutti conoscono: testi troppo lunghi, linguaggio tecnico incomprensibile, risposte generiche che non rispondono alla domanda reale, canali social che pubblicano comunicati invece di informazioni utili. Non è colpa delle persone che ci lavorano — è spesso un problema di tempo, strumenti e metodo.
L’intelligenza artificiale non risolve tutto, ma può cambiare concretamente il rapporto tra ufficio e cittadino su tre fronti: velocità (risposte più rapide alle richieste frequenti), chiarezza (testi più comprensibili, meno burocratici) e coerenza (messaggi uniformi su tutti i canali). A patto di usarla con un metodo preciso, mantenendo il controllo su accuratezza, tono e trattamento delle informazioni.
Questa guida è pensata per URP, uffici comunicazione, front office, social media team e chiunque in un ente pubblico si occupi di relazione con i cittadini. Ogni sezione include esempi di prompt, modelli riutilizzabili e indicazioni su cosa verificare prima della pubblicazione.
Questo articolo fa parte della serie “AI e Pubblica Amministrazione”. Per il quadro generale, consulti la guida completa all’AI nella PA.
Sommario dei punti chiave
- L’AI può supportare la comunicazione PA su tre livelli: semplificazione dei testi, produzione di FAQ e risposte standard, creazione di contenuti per i canali social istituzionali.
- La qualità della comunicazione con i cittadini dipende dalla verifica dell’output prima della pubblicazione: l’AI produce bozze, non comunicati definitivi.
- L’AI Act prevede obblighi di trasparenza per i sistemi AI che interagiscono direttamente con i cittadini: il cittadino deve sapere quando sta parlando con un sistema automatizzato.
- Il linguaggio chiaro non è un’opzione stilistica: è un principio normativo indicato dalle Linee Guida AgID e dal Codice del Consumo per i servizi digitali.
- La coerenza di tono e messaggio su tutti i canali (sito, social, sportello, email) si ottiene con template e guide di stile, non con l’improvvisazione.
- I contenuti AI-assisted destinati ai cittadini richiedono sempre una revisione umana prima della pubblicazione.
Perché la comunicazione pubblica è un terreno ideale per l’AI
Gli uffici che si occupano di comunicazione e servizi ai cittadini producono ogni giorno grandi volumi di testo ripetitivo: risposte a domande frequenti, avvisi, comunicati, post social, istruzioni per l’utenza, notifiche di procedimenti. Una quota significativa di questo lavoro ha caratteristiche che lo rendono adatto al supporto dell’AI:
- Alta ripetitività: le stesse domande arrivano decine di volte al mese con piccole varianti.
- Struttura prevedibile: una risposta a un’istanza, un avviso pubblico o un post informativo hanno strutture standard che si replicano.
- Necessità di semplificazione: molti testi istituzionali partono da linguaggio normativo o tecnico che va tradotto per il cittadino.
- Volume elevato: un URP di un Comune medio gestisce centinaia di richieste al mese; ogni risposta che richiede meno tempo libera risorse per i casi più complessi.
L’AI non sostituisce la competenza dell’operatore — che conosce il contesto locale, le procedure specifiche dell’ente e le sfumature di ogni caso. Ma può occuparsi della prima bozza, lasciando all’operatore il tempo per verificare, adattare e approvare.
Caso d’uso 1: semplificazione del linguaggio istituzionale
Il linguaggio burocratico è una barriera reale all’accesso ai servizi. Testi pieni di subordinate, nominalizazioni e tecnicismi rallentano la comprensione, generano richieste di chiarimento e aumentano il carico degli sportelli.
Le Linee Guida AgID sull’accessibilità e il Piano Triennale per l’Informatica nella PA indicano esplicitamente la chiarezza del linguaggio come requisito per i servizi digitali pubblici. L’AI può accelerare enormemente questo lavoro.
Fonte: AgID — Linee guida sull’accessibilità degli strumenti informatici
Modello di prompt per la semplificazione
Riscrivi il seguente testo istituzionale in linguaggio chiaro e accessibile per un cittadino senza competenze giuridiche o tecniche. Regole da seguire: usa frasi brevi (massimo 20 parole), voce attiva, verbi concreti al posto dei sostantivi (“presentare la domanda” invece di “presentazione dell’istanza”), elimina le doppie negazioni, sostituisci i tecnicismi con parole comuni dove possibile senza perdere precisione. Non aggiungere informazioni non presenti nell’originale. Non modificare date, scadenze, importi o riferimenti normativi. Al termine, segnala in nota qualsiasi termine tecnico che hai mantenuto perché non sostituibile senza perdita di accuratezza. [INCOLLARE QUI IL TESTO ORIGINALE]
Cosa verificare nell’output:
- Che date, scadenze e importi siano identici all’originale
- Che i passaggi procedurali siano completi e nell’ordine corretto
- Che la semplificazione non abbia introdotto ambiguità su diritti o obblighi
- Che il tono sia adeguato al contesto istituzionale (non colloquiale, ma chiaro)
Esempio applicato
Testo originale:
“Si comunica che, ai sensi dell’art. 14 del Regolamento comunale n. 12/2023, la presentazione delle istanze di rimborso TARI dovrà avvenire entro e non oltre il trentesimo giorno successivo alla notificazione dell’avviso di accertamento, pena la decadenza dal diritto al rimborso medesimo.”
Output semplificato (da verificare e adattare):
“Può chiedere il rimborso TARI entro 30 giorni dalla ricezione dell’avviso di accertamento. Dopo questo termine, il diritto al rimborso non è più esercitabile. Per presentare la richiesta: [indicare il canale]. Riferimento: Regolamento comunale n. 12/2023, art. 14.”
Caso d’uso 2: costruzione di FAQ per il sito e lo sportello
Le FAQ sono uno degli strumenti di comunicazione più efficaci per ridurre il carico degli sportelli e migliorare l’autonomia del cittadino. L’AI può aiutare sia a scrivere le risposte sia a strutturare le domande a partire dai contenuti esistenti (regolamenti, procedure, comunicati).
Modello di prompt per la creazione di FAQ
Sei un redattore di comunicazione pubblica per un ente locale italiano. A partire dal seguente testo [REGOLAMENTO / PROCEDURA / COMUNICATO], crea un set di [NUMERO] FAQ per i cittadini. Per ogni FAQ: formula la domanda come la porrebbe un cittadino comune (non un tecnico), scrivi la risposta in linguaggio chiaro e diretto (massimo 5 righe), includi — se pertinente — un’indicazione su dove trovare maggiori informazioni o come procedere. Non inventare informazioni non presenti nel testo di partenza. Se una domanda richiederebbe informazioni che non hai, segnalalo con [VERIFICA NECESSARIA]. [INCOLLARE QUI IL TESTO DI PARTENZA]
Cosa verificare nell’output:
- Che ogni risposta sia accurata rispetto alla normativa e alle procedure dell’ente
- Che le domande riflettano davvero ciò che i cittadini chiedono (confrontare con le richieste reali allo sportello)
- Che i [VERIFICA NECESSARIA] siano stati risolti prima della pubblicazione
- Che non ci siano risposte contraddittorie tra FAQ diverse
Come aggiornare le FAQ esistenti con l’AI
L’AI è particolarmente utile quando una norma o una procedura cambia e occorre aggiornare rapidamente un set di FAQ già pubblicato. Il prompt è semplice:
Queste sono le nostre FAQ attuali su [ARGOMENTO]: [INCOLLARE LE FAQ ESISTENTI]. La normativa è cambiata nel seguente modo: [DESCRIVERE LA MODIFICA]. Identifica quali FAQ vanno aggiornate, proponi il testo aggiornato per ciascuna e segnala se occorre aggiungere nuove domande per coprire gli aspetti introdotti dalla modifica.
Caso d’uso 3: risposte standard alle richieste frequenti
Ogni sportello e ogni URP ha un insieme di richieste che arrivano quasi ogni giorno nelle stesse forme: certificati anagrafici, informazioni sui tributi, status delle pratiche, modalità di accesso ai servizi. L’AI può aiutare a costruire un set di risposte standard (template di risposta) che gli operatori adattano con pochi tocchi alla situazione specifica.
Modello di prompt per le risposte standard
Crea un template di risposta email/sportello per la seguente richiesta frequente: [DESCRIVERE LA RICHIESTA TIPO]. Il template deve: essere scritto in tono formale ma accessibile, includere tutte le informazioni necessarie per rispondere alla richiesta senza ulteriori scambi, indicare con [VARIABILE] i campi che variano da caso a caso (es. nome del richiedente, numero di protocollo, data, importo), chiudersi con le informazioni di contatto per eventuali domande. Struttura: oggetto email, corpo del testo, chiusura. Lunghezza massima: [NUMERO] righe.
Esempio di richiesta frequente: Informazioni su come richiedere il certificato di residenza storico.
Output tipo (da verificare e personalizzare):
Oggetto: Richiesta certificato di residenza storica — risposta
Gentile [NOME RICHIEDENTE],
In risposta alla sua richiesta del [DATA], le comunichiamo che il certificato di residenza storica può essere richiesto [MODALITÀ: online tramite / allo sportello in / via email a]. I documenti necessari sono: [ELENCO DOCUMENTI]. I tempi di rilascio sono di [N] giorni lavorativi dalla ricezione della richiesta completa. Il costo del servizio è di [IMPORTO] (esente/soggetto a bollo). Per procedere: [INDICARE IL LINK O IL NUMERO DI SPORTELLO].
Per ulteriori informazioni può contattarci a [EMAIL / TELEFONO].
Cordiali saluti, [NOME UFFICIO] — [NOME ENTE]
Caso d’uso 4: contenuti per i canali social istituzionali
I social media degli enti pubblici hanno spesso un problema di ingaggio: pubblicano testi troppo lunghi, troppo formali o troppo simili ai comunicati stampa. L’AI può aiutare a tradurre i contenuti istituzionali in formati adatti ai diversi canali, mantenendo accuratezza e autorevolezza.
Regole di base per i social istituzionali con AI
Prima di usare l’AI per i social, è utile definire alcune regole ferme:
- Mai pubblicare senza revisione umana: i post generati dall’AI vanno sempre letti e approvati da un operatore prima della pubblicazione.
- L’AI Act e la trasparenza: se l’ente usa strumenti AI per generare contenuti pubblicati come propri, non è obbligatorio indicarlo (per i contenuti non interattivi), ma è buona prassi avere una policy interna chiara.
- Accuratezza prima di tutto: un post con una data sbagliata, un importo errato o un link che non funziona genera sfiducia immediata. La verifica dei dati è sempre il primo passaggio.
Fonte: AgID — Linee guida per i siti web e i servizi digitali della PA
Modello di prompt per post social istituzionali
Sei il social media manager di un ente pubblico italiano. Trasforma il seguente comunicato/avviso istituzionale in un post per [FACEBOOK / INSTAGRAM / LINKEDIN / X]. Regole: massimo [NUMERO] caratteri, tono informativo ma diretto, inizia con un’informazione utile (non con “Si comunica che”), includi una call to action chiara (es. “Scopri come fare:” / “Scarica il modulo:” / “Prenota qui:”), usa al massimo [NUMERO] hashtag pertinenti e istituzionali. Non modificare date, importi o riferimenti ufficiali. [INCOLLARE QUI IL TESTO ORIGINALE]
Adattare lo stesso contenuto a canali diversi
Un avviso importante può richiedere versioni diverse per canali diversi. L’AI gestisce questo molto bene:
Partendo da questo testo [TESTO BASE], crea tre versioni: 1) post Facebook (300 caratteri, tono informativo, link in fondo); 2) post Instagram (150 caratteri + 5 hashtag, tono più diretto, emoji istituzionali appropriati); 3) post LinkedIn (400 caratteri, tono professionale, orientato agli operatori del settore). Mantieni accuratezza e coerenza di informazioni tra le tre versioni.
Caso d’uso 5: risposta alle segnalazioni e ai reclami
Le segnalazioni dei cittadini — che arrivino via email, via sportello o via social — richiedono risposte rapide, precise e che non lascino spazio a interpretazioni ambigue. L’AI può supportare la stesura della risposta, ma questo è uno dei contesti in cui la verifica è più critica.
Modello di prompt per le risposte a segnalazioni
Sei un funzionario dell’Ufficio [NOME UFFICIO] del Comune di [NOME]. Scrivi una risposta formale a una segnalazione/reclamo ricevuto da un cittadino. La segnalazione riguarda: [DESCRIVERE LA SEGNALAZIONE]. Lo stato della situazione è il seguente: [DESCRIVERE LO STATO: problema preso in carico / già risolto / in fase di verifica / non di competenza dell’ente]. La risposta deve: riconoscere la segnalazione con il numero di protocollo [NUMERO] del [DATA], comunicare lo stato in modo chiaro, indicare i prossimi passi o i tempi previsti dove possibile, mantenere un tono formale ma umano, non contenere impegni che l’ente non può garantire. Lunghezza: massimo [NUMERO] righe.
Cosa verificare con particolare attenzione:
- Che non siano stati fatti impegni non autorizzati (es. “provvederemo entro 5 giorni”)
- Che lo stato della situazione comunicato sia accurato e aggiornato
- Che il tono sia rispettoso anche nel caso in cui la segnalazione sia infondata o fuori competenza
- Che siano indicati correttamente i canali per eventuali follow-up
Trasparenza e obblighi AI Act per la comunicazione ai cittadini
L’articolo 50 dell’AI Act prevede obblighi specifici di trasparenza per i sistemi AI che interagiscono direttamente con i cittadini in modo automatizzato. In particolare:
| Tipo di sistema | Obbligo di trasparenza |
| Chatbot sul sito istituzionale | Il cittadino deve essere informato che sta interagendo con un sistema AI, a meno che non sia ovvio dal contesto |
| Sistemi di generazione di immagini, audio o video | Obbligo di etichettare i contenuti come generati artificialmente |
| Contenuti testuali generati dall’AI e pubblicati su larga scala | L’AI Act prevede requisiti di marcatura per i GPAI; per la PA si applica il principio di trasparenza |
| Testi scritti con supporto AI e rivisti da un operatore | Non rientrano negli obblighi di marcatura automatica, ma è buona prassi avere una policy interna |
Fonte: Regolamento UE 2024/1689, Articolo 50 — EUR-Lex
Raccomandazione operativa: se l’ente usa un chatbot sul sito o sulle pagine social, deve indicarlo chiaramente all’utente all’inizio dell’interazione. Per i testi scritti con supporto AI e revisionati da operatori, non esiste un obbligo esplicito di comunicazione esterna, ma è opportuno definire una policy interna che tracci come vengono usati gli strumenti.
Come costruire una guida di stile AI-assisted per l’ente
Uno degli output più utili che un ufficio comunicazione può costruire con il supporto dell’AI è una guida di stile interna: un documento che definisce tono, registro, formule standard e regole di adattamento per i diversi canali e destinatari.
Struttura minima di una guida di stile
- Tono e registro dell’ente Come si rivolge l’ente ai cittadini? Formale ma accessibile? Diretto e informativo? Con quale voce nei social rispetto al sito? Definire queste scelte una volta evita incoerenze tra uffici e canali diversi.
- Formule vietate Lista delle costruzioni burocratiche da eliminare: “si comunica che”, “in ottemperanza a”, “il sottoscritto”, “avuto riguardo a”, ecc. L’AI può aiutare a costruire questa lista a partire da un campione di testi esistenti dell’ente.
- Formule consigliate per situazioni ricorrenti Aperture, chiusure, formule di risposta a richieste, comunicazioni di scadenza, avvisi urgenti. Template approvati che ogni ufficio può usare come punto di partenza.
- Regole per i diversi canali Facebook, Instagram, LinkedIn, X/Twitter, newsletter, sito istituzionale, email: ogni canale ha le sue convenzioni di lunghezza, tono e formato. La guida le fissa in modo semplice e applicabile.
- Cosa fare e non fare con l’AI Una sezione specifica su come usare gli strumenti AI per la comunicazione: quali prompt usare, come verificare, cosa non pubblicare senza revisione, come gestire i dati dei cittadini.
Errori frequenti nella comunicazione PA con AI
- Pubblicare l’output dell’AI senza revisione: la velocità è un vantaggio dell’AI, ma non giustifica la pubblicazione di testi non verificati. Un errore in un avviso pubblico ha conseguenze reali sui cittadini.
- Tono troppo colloquiale: l’AI, se non guidata bene, tende a produrre testi informali o eccessivamente “simpatici” che non si addicono alla comunicazione istituzionale. Il prompt deve specificare sempre il registro.
- FAQ costruite senza confronto con le domande reali: le FAQ più utili nascono dalle domande che i cittadini fanno davvero allo sportello, non da ciò che l’ufficio pensa che chiedano. L’AI può scrivere le risposte, ma le domande devono venire dall’esperienza reale.
- Ignorare l’obbligo di trasparenza per i chatbot: attivare un chatbot AI sul sito senza informare i cittadini viola l’AI Act. La segnalazione deve essere chiara e immediata.
- Usare l’AI per rispondere a casi complessi o sensibili senza supervisione: segnalazioni di disagio sociale, reclami su servizi critici, richieste di accesso agli atti: questi casi richiedono sempre una gestione umana diretta, con l’AI come supporto alla redazione, non come gestore della risposta.
Riferimenti normativi e risorse
- Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), art. 50 — EUR-Lex
- AgID — Linee guida per i siti web e i servizi digitali della PA
- AgID — Accessibilità degli strumenti informatici
- Dipartimento della Funzione Pubblica — Linguaggio chiaro nella PA
- Piano Triennale per l’Informatica nella PA 2024-2026 — AgID
- Garante per la protezione dei dati personali — Intelligenza artificiale
FAQ
Un ente pubblico può usare un chatbot AI sul proprio sito senza violare l’AI Act? Sì, a condizione di rispettare l’obbligo di trasparenza previsto dall’articolo 50 dell’AI Act: il cittadino deve essere informato chiaramente che sta interagendo con un sistema automatizzato, fin dall’inizio dell’interazione. Il chatbot deve anche essere configurato in modo da non prendere decisioni che incidono su diritti individuali senza supervisione umana.
Le FAQ scritte con AI hanno valore ufficiale? Le FAQ sono strumenti informativi, non atti amministrativi. Hanno il valore che l’ente attribuisce loro: se pubblicate sul sito istituzionale dopo revisione e approvazione dell’ufficio competente, rappresentano la posizione ufficiale dell’ente su quel tema. L’AI può aiutare a scriverle, ma la responsabilità del contenuto è dell’ente che le pubblica.
Come si gestisce la coerenza tra ciò che dice il chatbot e ciò che dice lo sportello fisico? Questo è uno dei problemi più concreti nell’adozione di chatbot istituzionali. La soluzione è mantenere una base documentale unica e aggiornata (FAQ, procedure, regolamenti) da cui sia il chatbot sia gli operatori traggono le risposte. Quando la normativa cambia, occorre aggiornare prima la base documentale e poi il chatbot — non il contrario.
L’AI può gestire autonomamente i commenti sui social dell’ente? Non è consigliabile per i commenti che richiedono una risposta specifica o che riguardano casi individuali. L’AI può suggerire una risposta bozza che l’operatore approva e personalizza, ma la pubblicazione della risposta deve essere una scelta umana. Per i commenti off-topic o irrispettosi, le policy di moderazione devono essere definite dall’ente, non dall’AI.
È possibile usare l’AI per tradurre le comunicazioni in altre lingue per le comunità straniere? Sì, ed è uno degli usi più immediati e a basso rischio. Strumenti come DeepL o le funzioni di traduzione integrate in ChatGPT e Gemini possono produrre traduzioni di buona qualità. Anche in questo caso, la verifica da parte di un operatore (o di un madrelingua) è necessaria prima della pubblicazione, in particolare per testi con valore procedurale o legale.
Come si misura l’efficacia della comunicazione AI-assisted rispetto a quella tradizionale? Le metriche più utili sono: riduzione delle richieste di chiarimento sullo stesso argomento dopo la pubblicazione di FAQ o avvisi semplificati; tempo medio di risposta alle richieste dei cittadini; indice di leggibilità dei testi (calcolabile con strumenti come Gulpease per l’italiano); feedback diretto degli utenti tramite form di valutazione. L’AI rende più facile anche produrre queste misurazioni: può analizzare un corpus di testi e calcolare metriche di leggibilità in pochi secondi.
Cosa fare se un cittadino si lamenta che una risposta era sbagliata perché generata dall’AI? La risposta è la stessa che vale per qualsiasi errore nella comunicazione pubblica: l’ente è responsabile di ciò che pubblica, indipendentemente dallo strumento usato. Occorre correggere l’informazione, comunicare la correzione al cittadino interessato e — se l’errore è stato pubblicato su canali ufficiali — pubblicare una rettifica. È anche utile analizzare come si è verificato l’errore per migliorare il processo di verifica.
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